San Leonardo di Noblac

Nov 6, 2021

Santi fondatori: san Leonardo di Noblac

conosciuto anche come Leonardo abate, Leonardo eremita, Leonardo di Limoges, Leonardo del Limosino o Leonardo confessore, nato ad Orléans nel 496 circa e deceduto a Noblac il 6 novembre 545 o forse 559, abate francese, che visse da eremita gran parte della vita.

E’ considerato santo da tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi. Nel Medioevo fu uno dei santi più venerati in Europa.

Nacque in Gallia da una famiglia di nobili franchi e fu re Clodoveo, al quale i genitori di Leonardo sono stretti da vincoli d’amicizia, a fargli da padrino la notte di Natale del 496. Si sa solamente ch’egli giovanotto rifiutò di dedicarsi alla carriera cavalleresca per seguire gli insegnamenti dell’allora arcivescovo di Reims, Remigio che lo aveva tenuto a battesimo. Il re dei Franchi Salii, Clodoveo, gli diede il privilegio, concesso già a Remigio, di liberare i prigionieri che avesse incontrato e ritenuto innocenti. E Leonardo sfruttò questa opportunità liberando un gran numero di persone ridotte in condizioni miserevoli e prive di libertà. Avrebbe, poi, rifiutato l’offerta della sede vescovile e, abbandonata la corte con suo fratello Lifardo, si ritirò per qualche tempo presso il monastero di Micy; divenuto diacono qui avrebbe compiuto il suo primo miracolo, trasformando l’acqua in vino. Morto san Massimino, probabilmente intorno al 520, si diresse a sud dove decise di fondare il suo eremo nella foresta di Pauvain, nel Limosino. Ebbe tanti seguaci e la fama della sua santità arrivò fino al re che ne richiese l’intervento quando la regina Clotilde, transitando in quella zona, fu sorpresa dalle doglie del parto. L’intervento di Leonardo lenì i dolori della regina che poté dare alla luce il suo bambino. Clodoveo per riconoscenza gli concesse la parte di bosco che sarebbe riuscito a descriverne in un giorno a dorso d’asino. Qui Leonardo edificò un oratorio intitolato a Nostra Signora di sotto gli alberi ed eresse un altare in onore di san Remigio. Secondo la leggenda devozionale, fece, quindi, un buco in terra che si riempì miracolosamente d’acqua dando origine ad un pozzo che venne nominato nobiliacum, in ricordo della donazione regale. Dal nobiliacum prese il nome anche la cittadina che si andò formando attorno al monastero e che inizialmente prese il nome di Noblac, quindi Noblat e oggi è chiamata Saint-Léonard-de-Noblat in onore del suo illustre fondatore.
L’Oratorio con le spoglie di Leonardo divenne ben presto una famosa meta di pellegrinaggio di fedeli, tanto che, probabilmente lo stesso Pipino il Breve vi si recò in pellegrinaggio, dopo la vittoria nell’assedio di Limoges. Con l’aumentare del numero dei pellegrini, si decise di erigere una chiesa più grande e le reliquie del santo furono perciò trasportate nell’erigenda chiesa sotto il regno di Luigi il Pio. Nel 1094, nel corso di una epidemia detta “male degli ardenti”, le reliquie del santo furono portate in processione e, secondo la leggenda, l’epidemia cessò. Il culto ebbe una rapida diffusione in tutt’Europa a partire dall’XI secolo. Un grande contributo al suo culto lo dette anche il pellegrinaggio nel 1106 di Boemondo I d’Antiochia, imprigionato dagli infedeli e poi liberato tre anni più tardi, per merito, a suo dire, dell’intervento di san Leonardo da lui invocato. Anche il re d’Inghilterra Riccardo cuor di leone si sarebbe recato a ringraziare il santo nel 1197, a seguito della sua liberazione dalle prigioni dell’imperatore di Germania.
Noblac divenne anche una delle tappe del cammino verso Santiago di Compostela, divenendo così a maggior ragione una meta di pellegrinaggio frequentatissima dai fedeli, in particolare da quelli dell’Europa centrorientale.
La sua venerazione si diffuse anche in Italia dove la sua popolarità ebbe un impulso anche grazie ai Normanni che ne introdussero il culto nei loro regni. San Leonardo divenne così uno dei santi più popolari nell’Europa medioevale.
È spesso rappresentato con delle catene, per la sua particolare protezione degli imprigionati o carcerati ingiustamente; talvolta è in abito diaconale, episcopale, più spesso indossa il saio di un monaco.

Chi Sono

Mi chiamo Veronica Niola sono catechista Italo spagnola, mamma di due bambini. Scorri nel menù per cercare l’argomento di tuo interesse, per qualsiasi info contattami a: catechismoconveronica@gmail.com

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