Il lettore o il proclamatore della Parola

Set 8, 2021

Il lettore o il proclamatore della Parola non ha solo un mestiere nella Chiesa; non è diciamo un semplice predicatore o un lettore e nient’altro, come forse molto lo vedono o lo capiscono. Proclamare la Parola di Dio è una dignità, è una Missione Divina, e questa dignità non può esercitarla chiunque legga semplicemente bene, se prima non è penetrato nel contenuto di questa Parola, se non vive il messaggio di questa Parola.La storia della chiesa registra nelle sue pagine del passato, che l’essere un lettore, che proclamare la Parola di Dio, non era compito di chiunque né di chi volesse farlo. Il Lettore era uno degli Ordini Minori che c’erano nei seminari.Il primo ordine era l’ostiario, che era colui che aveva la chiave e apriva la Chiesa; il secondo ordine era il Lettore, che era quello che gli davano il libro; il terzo ordine era l’esorcista che era un ordine per espellere i demoni; e un quarto ordine minore era l’accolito, per aiutare nella messa. Arrivano poi gli assetti di sottodiacono, di diacono, e infine l’assetto di Sacerdote.

Tutto questo ci fa vedere che per la Chiesa essere un Proclamatore della Parola è sempre stato qualcosa di molto importante, e tanto era così, che ancora nel 1951, a Roma c’erano solo 52 lettori ordinati. Per questo il lettore non è un personaggio secondario.Il Concilio Vaticano II, iniziato nel 1962 e terminato nel 1965, fu colui che aprì le finestre per rinnovare il servizio nella Chiesa, e ci diede un posto ai laici, nella Proclamazione della Parola. Quando un lettore proclama, sta esercitando un ministero così importante, come quello del sacerdote e del diacono. Il Sacerdote non può mangiare il pane dell’Eucaristia, se prima non si è mangiato il pane della Parola di Dio, perché ha come mestiere di trasmettere al popolo i mandati di Dio.Questo ministero è certamente un ′′ onore ′′ non deve essere considerato un diritto ma un servizio a favore dell’assemblea liturgica, che non può essere esercitato senza le dovute abilitazioni, per l’onore di Dio, il rispetto del suo popolo e l’efficacia stessa di la liturgia.Fare il lettore è un compito importante all’interno dell’assemblea. Coloro che la realizzano devono esserne consapevoli e vivere la gioia e allo stesso tempo la responsabilità di essere quelli che permettono all’assemblea di ricevere e celebrare quella Parola con la quale Dio parla ai suoi fedeli.Consigli per il buon lettore:Leggersi la lettura prima, ad alta voce e un paio di volte. Leggerla per capire bene il suo senso, e per vedere che intonazione dare ad ogni frase, quali sono le frasi da evidenziare.Cercare di non venire da un luogo molto lontano dalla chiesa, l’ideale è che i lettori si sedessero sulle prime banche insieme.Deve stare all’ambone con dignità, i piedi insieme, le gambe ferme, le sue mani giunte o toccando leggermente l’amboneIl microfono si trova a distanza adeguatamente in modo che si senta bene. Dal momento che per colpa della distanza molto spesso si sente male. Non iniziare fino a quando il microfono non è su misura del lettore.Leggere lentamente rispettando i segni ortografici e di punteggiatura e dando la giusta pronuncia e accentuazione alle parole.

Oltre a leggere lentamente, bisogna mantenere un tono generale di calma. Bisogna bandire lo stile di lettore che sale velocemente, inizia la lettura senza guardare l’assemblea, e alla fine scappa ancora più velocemente. E no: si tratta di arrivare all’ambone, respirare prima di iniziare a leggere, leggere facendo pause nelle virgole e facendo un respiro completo ad ogni punto, fare una pausa alla fine prima di dire ′′ Parola di Dio “, ascoltare dal ambon la risposta del popolo. Imparare a leggere senza fretta, con aplomo e sicurezza costa certamente: per questi è importante fare quante prove e prove sono necessarie.Vocalizzare. Voglio dire, mettere in risalto ogni sillaba, muovere labbra e bocca, non investirsi. Nessuna influenza o commedia.Non abbassare il tono di voce nelle frasi finali. Le ultime sillabe di ogni frase devono sentirsi bene come tutte le altre. E invece, guarda caso spesso in queste sillabe si abbassa il tono e si rendono inintelligibiliSe si sbaglia non dirà mai perdono, riprenderà solo la frase in cui si è sbagliato e rettificherà con molta discrezione senza compiere alcun tipo di gesto.Deve saper proclamare, non è la stessa cosa leggere una lettura di un libro storico a una di un libro poetico o epistolare. È importante per la proclamazione saper distinguere:Un racconto storico: tono semplice, come quello di un testimone che racconta semplicemente i fatti che racconta. In questi testi si trovano spesso dei dialoghi: cambiare il tono secondo i personaggi, fare una pausa leggera prima del cambio di tono.Un’esortazione morale: tono più affettuoso, fraterno, come chi consiglia.

O a volte con determinazione, ad esempio quando Paolo sfida i suoi destinatari.Un insegnamento dottrinale: tono piuttosto magistrale, ma sobrio, affermativo.Un testo profetico: tono solenne, sostenuto, entusiasta, con un certo calore nella voce, senza essere teatrale.Una poesia (con strofe o distiche): tono più alto. Lettura con una certa intensità (non forza o potenza). Attenzione ai punti esclamativi. Costruisci la lettura intorno a una frase e non a una parola. Gli aggettivi non bastano a qualificare il modo di proclamare un testo biblico secondo il suo genere letterario: è necessario esercitarsi nelle sessioni di formazione per cogliere lo stile e il tono proprio a ogni Sottolineare le parole che consideri rare o di difficile pronuncia, o non conosca significato. Le cercherò in un dizionario o chiederò al prete prima della messa.Per proclamare un testo biblico durante la celebrazione si deve utilizzare il Lezionario. Mai usare una foglietto. Questo per la dignità della Parola di Dio nella stessa Celebrazione: ′′ Cristo è presente nella sua Parola, poiché quando si legge nella Chiesa la Sacra Scrittura, è Lui che parla.Per rispetto della Parola di Dio e dell’Assemblea, non si chiamerà mai all’ultimo momento, chiunque da leggere. Il lettore deve essere designato in precedenza e deve preparare il testo che proclamerà, almeno leggendolo in precedenza.

Non si deve iniziare la proclamazione dicendo: prima lettura…. Se no, Lettura di…., senza dare riferimento biblico a capitolo e versetto, non si legge nemmeno le rubriche sono spesso in rosso o in corsivo.Non si dice salmo responsoriale, si dice direttamente l’antifona. Poi si legge ogni verso del salmo alla fine di ogni strofa si alza lo sguardo all’assemblea per indicarvi che dovete rispondere.

Non si deve dire accoglieremo il nostro celebrante ma quello che presiede l’Eucaristia, poiché tutta l’Assemblea celebra l’Eucaristia.Proclamando la Parola, la cosa più importante che puoi fare per te stesso è respirare correttamente. Ricorda di respirare dal naso, poiché protegge le corde vocali. Se respira dalla bocca si asciugano le corde vocali e sentirà la gola irritata.- Non dimenticare di respirare ogni tanto durante la lettura. Se segui questi suggerimenti, automaticamente imporrà un ritmo migliore durante la lettura.

Arrivare in anticipo per fare preghiera.Se volete essere un buon lettore in un mondo rumoroso, siate esperti nel silenzio. Prendete tempo ogni giorno per calmarvi il cuore. Preparatevi prima di leggere. Dio parla ed è presente nel silenzio.

Chi Sono

Mi chiamo Veronica Niola sono catechista Italo spagnola, mamma di due bambini. Scorri nel menù per cercare l’argomento di tuo interesse, per qualsiasi info contattami a: catechismoconveronica@gmail.com

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