Perchè andare a catechismo??? L’importanza del catechismo come esperienza di comunione con Dio – art. Nicoletta Lops

Ott 10, 2021

L’importanza del catechismo come esperienza di comunione con Dio

Molti si chiedono perché iscrivere i bambini al catechismo, quale significato ha questo gesto? Il catechismo è essenzialmente un’esperienza di comunione con Dio, con la sua parola e la storia di salvezza, ma anche con la comunità cristiana, con i catechesi e con la famiglia. Inoltre, iscrivere un bambino al catechismo significa scegliere l’amore di Dio, ossia un occasione per valutare e chiarire l’esperienza di fede vissuta e per rinnovare il desiderio di vivere con gratitudine e speranza nel cammino che il Signore ha tracciato per noi e per i nostri figli.

Un’ora alla settimana che rappresenta un importante momento di crescita. Esso si svolge nelle parrocchie e coinvolge i bambini tra gli 8 e i 10 anni per la preparazione alla Prima Comunione (di solito dura due anni, ma può arrivare anche a tre) e i ragazzi tra i 12 e i 14 anni per la preparazione alla Cresima (anche qui la durata media è di due anni). Per poter essere vicini ai propri figli in questo impegno è necessario, tuttavia, avere almeno qualche informazione di base.

La prima, forse la più banale: che cosa vuol dire catechismo? La parola deriva dal greco ed è il riassunto della dottrina di Gesù che i bambini sono chiamati a imparare in vista dell’incontro con i sacramenti. Papa Francesco quando ha incontrato i catechesi ha sottolineato che “la catechesi è un pilastro per l’educazione della fede. Ci vogliono buoni catechisti!” ha esclamato, “alla Chiesa e nella Chiesa”. “Anche se a volte può essere difficile perché si lavora tanto, ci si impegna e non si vedono i risultati voluti, educare nella fede è bello! La migliore eredità che noi possiamo dare è la fede, affinché questa cresca. Aiutare i bambini, i ragazzi, i giovani, gli adulti a conoscere e ad amare sempre di più il Signore è una delle avventure educative più belle, solo così si costruisce la Chiesa! Bisogna essere catechisti, non lavorare da catechisti, altrimenti non sarai mai fecondo. Essere catechista è una vocazione, perché coinvolge la vita, cioè si prepara all’incontro con Gesù con le parole e con la testimonianza.”

Dunque, molto importanti e significative le parole del Santo Padre, quasi delle pillole di saggezza che tutte le catechesi devono custodire con cura. Se essere catechisti implica tutto un modo di vivere, riaccostarsi a questa missione testimoniando questa meravigliosa esperienza nella vita e nella comunità parrocchiale. Non si può essere catechista una sola ora alla settimana: lo si è in tutti i momenti della giornata. È uno stile di vita che deve guidare le scelte e dare forma alla testimonianza quotidiana. Dall’altro canto, con il catechismo si trasmettono ai ragazzi i fondamenti della fede, aiutandoli a diventare persone mature, capaci di scelte motivate e coerenti. Infatti, l’immagine di Dio che i nostri ragazzi si faranno sarà in relazione con il nostro modo di parlarne e con i contenuti di cui ci siamo serviti per trasmettere il messaggio evangelico.

Fare catechismo è sostanzialmente annunciare Gesù e accompagnare i bambini a un incontro personale con Lui, che è via al Padre, nello Spirito Santo. Noi parliamo ai bambini di un Dio vicino, che sa farsi compagno di viaggio, che parla all’uomo in tanti modi, servendosi via via di interlocutori e intermediari diversi. È un Dio che si propone, offrendo a tutti la possibilità di credere, ma nella piena libertà. In conclusione da questa esperienza il bambino ne uscirà rafforzato nella fede e nell’anima. Sarà il bambino stesso a non vedere l’ora di andare al catechismo. Per cui ai genitori non resterà che accompagnare per mano i loro figli in questa nuova avventura…..

Chi Sono

Mi chiamo Veronica Niola sono catechista Italo spagnola, mamma di due bambini. Scorri nel menù per cercare l’argomento di tuo interesse, per qualsiasi info contattami a: catechismoconveronica@gmail.com

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