San Luca evangelista

Ott 23, 2021

Santi evangelisti: LUCA

San Luca evangelista (in greco antico: Λουκάς, Loukás), nato ad Antiochia di Siria nel 9 circa e deceduto, forse, a Tebe, in Grecia, il 18 ottobre 93.

Venerato come santo da tutte le Chiese cristiane che ne ammettono il culto, è tradizionalmente indicato come autore del Vangelo secondo Luca e degli Atti degli Apostoli, il terzo ed il quinto libro del Nuovo Testamento. Per i cattolici è il santo patrono degli artisti, dei medici e dei notai. È l’unico evangelista non ebreo.

Le fonti relative al personaggio di Luca sono principalmente tratte dalle tradizioni del secolo successivo in cui sarebbe vissuto e, come osservano gli esegeti del cattolico “Nuovo Grande Commentario Biblico”, “le prime attribuzioni del terzo vangelo e degli Atti a Luca, antiocheno e compagno di Paolo, si hanno in scritti della seconda metà del secolo II” e “tra le informazioni che non possono essere dedotte dal NT [vi sono:] l’autore fu Luca, un siro di Antiochia, che compose un vangelo derivato da Paolo, scrisse nell’Acaia (o a Roma o in Bitinia)”. Anche le informazioni ottenute dal Nuovo Testamento sono ritenute dubbie da molti critici, anche cristiani. Secondo la tradizione cristiana, Luca era nato da una famiglia pagana, ed esercitava la professione di medico; ad Antiochia aveva conosciuto Paolo di Tarso, qui condotto da Barnaba per formare alla fede la nuova comunità composta da ebrei e pagani convertiti al cristianesimo. Luca divenne discepolo degli apostoli e Paolo lo cita in alcune sue lettere, chiamandolo “compagno di lavoro” (nella lettera a Filemone, 24), nella Lettera ai Colossesi 4,14 viene indicato come “caro medico” (l’attribuzione di quest’ultima lettera è però dibattuta e potrebbe essere stata redatta non da Paolo ma in ambienti a lui molto vicini). Mentre in carcere attende il supplizio, Paolo scrive a Timoteo che tutti ormai lo hanno abbandonato, eccetto uno: “solo Luca è con me” (4,11). E questa, secondo la tradizione, è l’ultima notizia certa dell’evangelista.
Luca possiede una buona cultura, lo si vede dal suo greco fluente ed elegante, dalla sua ottima conoscenza della Bibbia scritta in greco, detta dei “Settanta”, ed infine da come, di tanto in tanto, affiorano punti di contatto con il modo di scrivere degli storici greci del suo tempo (specialmente nella capacità di costruire discorsi verosimili, convincenti e diversificati in bocca a vari personaggi, soprattutto negli Atti). Il Vangelo che gli viene attribuito, scritto probabilmente tra il 70-80 d.C., è dedicato a un certo Teòfilo (probabilmente un eminente cristiano o, essendo apostrofato nel prologo dello stesso con qualcosa come «eccellentissimo», il suddetto titolo fa pensare presumibilmente a un personaggio dell’amministrazione imperiale); in ciò Luca segue l’uso degli scrittori classici, che appunto erano soliti dedicare le loro opere a personaggi illustri. Altra ipotesi è che egli intendesse dedicare il proprio vangelo a chi ama Dio (Teofilo = amante di Dio). Ad ogni modo che il personaggio sia reale o fittizio, dal punto di vista letterario la cosa non è importante; la dedica infatti testimonia soprattutto la maggiore coscienza da parte dell’autore rispetto agli altri evangelisti nella volontà di fondare un’opera letteraria e storica, come dimostrano i tentativi di situare cronologicamente i fatti narrati. Con tali ambizioni storiografiche, i testi di Luca segnano un salto di qualità nello stile rispetto all’opera di Marco.

Chi Sono

Mi chiamo Veronica Niola sono catechista Italo spagnola, mamma di due bambini. Scorri nel menù per cercare l’argomento di tuo interesse, per qualsiasi info contattami a: catechismoconveronica@gmail.com

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